questa domanda me la sono fatta ieri pomeriggio
dopo aver visto le opere di rabindranath tagore
mi è bastato fare pochi passi nella gnam
entrare in una sala, girare a destra, scendere qualche gradino
e poi, con l'incanto che solo l'arte può regalare,
ho trovato risposta alla mia domanda
"E' tutto un equilibrio perfetto" scriveva Balla di questo quadro in cui il pessimismo è reso in forme aguzze e nere e l'ottimismo in forme circolari e azzurre
e per te l'ottimismo che forma ha?
il suo colore è azzurro?
questo pomeriggio, nonostante la pioggia torrenziale,
sono riuscita ad arrivare alla Gnam per visitare
la mostra delle opere di Tagore "The Last Harvest"
di cui avevo parlato nel precedente post
con il biglietto d'ingresso mi è stato fatto omaggio
della bella rivista India Perspectivesvol.24 n.2/2010
interamente dedicata alla vita e opere di Tagore
così tra un quadro e l'altro mi sono immersa nella lettura
per conoscere meglio la sua poliedrica personalità
e qui voglio condividere alcuni passaggi
La ragione e la logica hanno un posto importante nel pensiero di Tagore, ma altrettanta importanza hanno la forza interiore, la fiducia nel proprio sé ed una conoscenza intuitiva.
Una mente completamente logica è come un coltello fatto di sola lama... Fa sanguinare la mano che lo utilizza.
Tagore aveva un atteggiamento sempre positivo e orientato all'azione e ci fornisce molte opportunità di riflessione.
Ho sviluppato una mia interpretazione personale dell'ottimismo. Se non riesco a fare una cosa passando da una porta, la farò passando da un'altra - o sarò io a costruire quella porta. Qualcosa di straordinario avverrà indipendentemente da quanto sia oscuro il presente.
questo messaggio ottimista mi ha fatto molto riflettere
e l'ho ritrovato anche in questo poema illustrato
"The Night has ended" Baghdad 1932
E' finita la notte. Spegni la lampada fumante nell'angolo della stanza. Sul cielo d'oriente è fiorita la luce dell'universo: è un giorno lieto. Sono destinati a conoscersi tutti coloro che cammineranno per strade simili.
Tagore quando scriveva, per correggere le parole e frasi non si limitava a tirarvi sopra una riga, ma “disegnava” cancellature con ampie linee, volute e macchie ben tratteggiate. Il foglio diventava così alla fine interprete ed espressione a un tempo di tensioni, forze, indecisioni, scelte. Da queste procedure, secondo Benodebehari Mukherjee, nacquero verso la metà degli anni Venti le opere grafiche in cui le nuove forme prendevano vita.
Dipingere per Tagore era una necessità per esprimere se stesso perché, come scriveva a Surendranath Datta in una lettere del 2 novembre 1929:
Un’ampia parte dell’uomo non può mai trovare espressione di sé attraverso il solo linguaggio delle parole. Per la propria espressione deve perciò trovare altri linguaggi – linee e colori, suoni e movimenti. Grazie alla nostra padronanza di essi non solo rendiamo l’intera nostra natura articulate, ma comprendiamo anche l’uomo in tutti i suoi tentativi di rilevare il suo essere più profondo in ogni epoca e clima… E' dovere di ogni essere umano padroneggiare, perlomeno in qualche maniera, non solo il linguaggio dell’intelletto, ma anche il linguaggio della personalità che è il linguaggio dell’Arte.
Tagore, influenzato dalla concezione giapponese del rapporto con la natura riteneva che la trasmissione di questo messaggio non potesse avvenire per concettualizzazione. Voleva cioè che le sue creazioni fossero avvicinate dagli osservatori come si fa con la natura stessa e comprese piuttosto per empatia al punto di rifiutarsi di dar loro dei titoli che indirizzassero in qualsiasi modo la lettura dell’osservatore. (...)
tratto da "Tagore e la poesia dipinta" di Gian Carlo Calza
La Domenica del Sole 24 ore del 13 maggio 2012
P.S.
Per ammirare da vicino le opere di Tagore
segnalo la mostra The Last Harvest presso
La Galleria nazionale d’arte moderna di Roma
(la mostra termina il 27 maggio)
Lise Meitner confinata nel villaggio svedese di Kungalv per via delle sue origini ebraiche, il giorno di Natale del 1938 passeggiava con il nipote Otto Frisch quando, scarabocchiando appunti per riposarsi un po', disegnò su un foglio di carta un cerchio, il nucleo dell'atomo di uranio, e immaginò cosa sarebbe successo se fosse stato colpito da un neutrone: il nucleo si allungava, come una goccia d'acqua, e si assottigliava al centro fino a spezzarsi in due. E rilasciava un'energia immensa. Aveva scoperto il meccanismo della fissione nucleare.
In che modo coltiva le sue ispirazioni ? Raccolgo appunti su piccole strisce di carta, che poi ammucchio sul pavimento. E' così che organizzo i miei pensieri. David Brooks
lo so, è da un po' di tempo che non scrivo
ma, dopo la visita degli amici spagnoli
così intensa e ricca di emozioni,
mi sono presa un po' di tempo per "stare in silenzio"
e cercare nuovi stimoli per continuare il mio viaggio
come sempre in libreria ho trovato la giusta ispirazione !
la casa editrice bollati boringhieri
ha inaugurato
da poco una nuova collana "I sampietrini"
«I sampietrini sono i blocchetti di basalto tradizionalmente usati per lastricare le strade e le piazze. Come i sampietrini, le idee non stanno in cielo ma sono la base che ci permette di orientarci e camminare per il mondo. Anni di propaganda ideologica e mediatica hanno reso malferma quella base e confuso i punti di riferimento della conoscenza e dell’impegno civile. (...) Bollati Boringhieri inaugura una nuova collana che, affidando ad autori di fama internazionale la spiegazione di concetti basilari, si propone di ricostruire le strade di un sapere efficace e di un libero confronto pubblico per il XXI secolo»
e così oggi ho scelto il mio "sampietrino"
per riprendere il viaggio e camminare per il mondo
eccomi qui per raccontarvi la settimana durante la quale juan manuel muñoz gonzález e rocío serrano rodríguez, docenti della facoltà di scienze dell’educazione dell’università di córdoba, sono stati ospiti dell'università sapienza di roma così come avevo anticipato in questo post
voglio ringraziare juan e rocio per la loro visita perché è stato un momento importante di crescita e spero possa essere il primo di una lunga serie
negli ultimi dieci anni il mind mapping si è notevolmente diffuso in tutto il mondo e il confronto è più che necessario
i temi su cui abbiamo riflettuto sono stati diversi e in modo sintetico vorrei evidenziarne 3
1. mappa mentale manuale e digitale concordiamo sul fatto che una tipologia non escluda l'altra
dall'esperienza maturata con gli studenti riteniamo che per una didattica efficace sia utile insegnare le mappe partendo dal dominio manuale per passare successivamente all'utilizzo dei software per realizzare mappe digitali
riteniamo che l'apprendimento manuale e "lento" consenta una maggiore riflessione dello studente
nell'acquisizione delle regole base del mind mapping
2. una parola chiave per ramo siamo consapevoli che scrivere una sola parola per ramo non è sempre facile, perché scatta l'automatismo
di scrivere un'intera proposizione
riteniamo però che sia un esercizio utile
per allenare alla sintesi ed essere più riflessivi
sul significato delle singole parole
nel caso in cui fosse necessario scrivere una proposizione, per rendere la mappa mentale più oggettiva possibile, ho suggerito di approfondire la proposta metodologica del collega alberto scocco che propone le solution map , come compromesso tra le mappe mentali di buzan e le mappe concettuali di novak, realizzate in forma digitale
su questo punto torneremo per ulteriori approfondimenti
3. senso di scrittura-lettura è uno dei temi oggetto di maggiore confronto
che già un anno fa avevo affrontato in questo blog coinvolgendo mind mapper di diverse nazioni i post dove poter leggere le riflessioni sono quiqui e qui la sintesi di tutti i commenti
ci siamo ripromessi di approfondire la questione
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durante la settimana gli incontri di lavoro si sono alternati a piacevoli occasioni conviviali durante le quali abbiamo potuto chiacchierare, conoscerci meglio
e katia vinciguerra ha potuto mostrare la sua tesi di laurea
progettata con le mappe mentali e discussa a luglio 2010
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il primo incontro di juan e rocio con gli studenti è stato con i frequentati del corso
alle 80 diverse mappe frutto delle scelte personali degli autori perché, è bene ricordare, la mappa non è il territorio
la sfida ora è quella di analizzare tutte le mappe e darne una lettura complessiva anche grazie
a un questionario, messo a punto da juan e orcio,
e somministrato agli studenti dopo l'esercitazione
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sabato 31 juan e rocio hanno incontrato gli studenti del master publi.com 8 che a febbraio avevano seguito la mia lezione e a metà marzo si erano preparati all'incontro per presentare diversi casi di applicazione
l'incontro è stato introdotto dal prof.stancati che ha evidenziato l'utilità di inserire nel programma del master il mind mapping non solo per studiare, ma anche
per esporre i contenuti del discorso in modo fluido
subito dopo juan e orcio hanno illustrato
le modalità didattiche che utilizzano nelle loro lezioni
infine 5 studentesse del master hanno presentato
le mappe realizzate in diverse occasioni: per presentare
in modo creativo il proprio curriculum, studiare,
progettare il testo di un articolo, organizzare un evento,
aiutare nello studio un'amica
sono tutti casi molto interessanti
di cui vi parlerò nei prossimi post
per concludere l'incontro e salutare juan e rocio
non potevamo trovare modo più creativo
se non una coloratissima SuperMindMapCake
creata appositamente dalla studentessa elena guerra
talentuosa cake designer e ora provetta mind mapper !
la settimana di juan e rocio si è conclusa
con una serata conviviale ospiti del prof.marco stancati
il quale ha espresso l'augurio che questo incontro
possa essere il primo di una proficua collaborazione
tra l'università italiana e quella spagnola !
:)
p.s. un grazie speciale alle studentesse Chiara Fargnoli, Adriana Garofalo, Andreia Sofia Jeque , Laura Macrì, Cristina Li Cavoli, Luisa Di Basilio, Rossana Blandino, Elena Guerra che con la loro creatività e voglia di mettersi in gioco hanno contribuito a scrivere questa storia
l'ho riletto volentieri perché partendo da quelle pagine ho cominciato a studiare e applicare il mind mapping e grazie a questo ormai lungo "viaggio di conoscenza" ho conosciuto tante persone interessanti e creative
per esempio circa un anno fa ho conosciuto elena pirovano insegnante italiana che vive in australia la quale, dopo aver seguito alcune mie lezioni via skype, ha utilizzato le mappe mentali per scrivere un articolo Il futuro è dei nostri bambini bilingue in questo post ho raccontato la sua storia
con la soddisfazione tipica dell' insegnante mind mapper ;) ho saputo che elena continua ad utilizzare le mappe per un corso di cultura italiana, rivolto a ragazzi che vivono in giro per il mondo e vogliono conoscere meglio la lingua e la cultura italiana, attraverso il sito macomefa?
trovo molto interessante il modo in cui elena ha proposto ai suoi allievi le mappe mentali per esempio per ricordare le cose imparate durante il viaggio intorno ad un vulcano
dopo la lezione introduttiva alle mappe mentali siamo passati subito alla pratica e nelle lezioni relative ai mezzi di comunicazione sono state utilizzate mappe mentali per sintetizzare gli argomenti principali
Imparare è qualcosa che va di pari passo con la mancanza di paura, quella che ti prende davanti alle cose che non conosci (...)
Serve immaginazione. Il futuro non è di chi si adegua alle previsioni, fatte da chi dice di sapere da che parte tira il vento. Credo invece che il vento sia fatto di persone che hanno avuto la forza di immaginare cose che gli altri non riuscivano a vedere. In tutto questo la scuola… Dovrebbe coltivare il pensiero sotteso a tutto questo: l’audacia. Quella di chi sa pensare con la propria testa. (...)